Cibo ed emozioni: quanto incide la dieta sul comportamento del cane?
- canesmundi
- 25 lug 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 1 ago 2025
Quando parliamo di educazione, spesso ci concentriamo su strumenti, tecniche, rinforzi, percorsi comportamentali… ma ci dimentichiamo un aspetto che ha un impatto enorme sull’equilibrio del cane: la sua alimentazione.
E no, non si tratta solo di salute fisica. Il cibo che il cane consuma ogni giorno influisce direttamente sulla qualità delle sue emozioni, sulla sua capacità di gestire lo stress e sulla sua disponibilità all’apprendimento.
Vediamo insieme perché.
Emozioni e cervello: tutto parte dai nutrienti
Il comportamento è una manifestazione esterna di ciò che accade dentro il cane.
E dentro, a fare da direttori d’orchestra, ci sono i neurotrasmettitori, vere e proprie molecole dell’umore.
Molti di questi sono sintetizzati a partire da ciò che il cane mangia.
Ad esempio:
Il triptofano (che troviamo nella carne cruda, nelle uova, nei semi) è il precursore della serotonina, la molecola della calma e della stabilità emotiva.
Gli Omega 3, soprattutto il DHA, supportano la funzione cognitiva e la regolazione emotiva.
Il magnesio, lo zinco e alcune vitamine del gruppo B sono cruciali per un buon equilibrio neurologico.
Una dieta squilibrata, povera di questi nutrienti (come spesso accade nei mangimi industriali ricchi di cereali, scarti e additivi), può favorire ansia, impulsività, irrequietezza o difficoltà di concentrazione.
Il microbiota intestinale: il secondo cervello
Sempre più studi confermano l’esistenza dell’asse intestino-cervello. Questo vuol dire che ciò che accade nell’intestino del cane ha effetti diretti sul suo stato emotivo.
Un’alimentazione pro-infiammatoria, piena di conservanti o povera di fibre e varietà, può alterare il microbiota intestinale, generando disbiosi, che si riflette anche sul comportamento: aumento dello stress, nervosismo, incapacità di rilassarsi.
Studi su cani con problemi come aggressività, ansia da separazione e fobie hanno mostrato differenze significative nella composizione del microbioma rispetto a cani con comportamento normale. In particolare, i cani aggressivi presentavano un aumento relativo di Firmicutes, mentre i cani non aggressivi avevano più Fusobacteria.
Inoltre, nei cani paurosi o fobici si è osservata una maggiore presenza di Lactobacillus, batteri noti per produrre GABA o glutammina, implicati nella regolazione dell’ansia.
E la BARF?
Ecco dove entra in gioco la dieta BARF (Biologically Appropriate Raw Food), ovvero un’alimentazione cruda e naturale, costruita su misura per le esigenze biologiche del cane.
Una dieta BARF:
rispetta i bisogni di specie (proteine di qualità, grassi buoni, ossa crude, frutta e verdura);
favorisce un microbiota sano e variegato;
riduce l’infiammazione cronica (spesso invisibile ma presente in molti cani alimentati con crocchette);
contribuisce a una regolazione più stabile dell’umore.
In pratica, il cane si sente meglio nel corpo… e questo si riflette nella mente.
Ma oltre all’alimentazione, anche l’atto di masticare – favorito da una dieta BARF che include ossa crude — ha un potente impatto positivo:
Studi su cani (es. ricerche su beagle) hanno dimostrato che la masticazione regolare di ossa crude bovine può ridurre il tartaro fino al 70‑80% in pochi giorni, migliorando l’igiene orale e favorendo un microbiota orale più equilibrato.
Un articolo di revisione riporta come la masticazione stimoli la salivazione, svolga un’azione abrasiva benefica sui denti e contribuisca a ridurre placche e infiammazioni gengivali — effetti che si traducono anche in maggiore comfort e benessere generale del cane.
Inoltre, una ricerca più recente ha evidenziato che il chewing su ossa o giocattoli edibili favorisce il rilascio di endorfine, abbassa i livelli di cortisolo e migliora la performance cognitiva nei cani più paurosi o ansiosi.
Una dieta BARF ben strutturata:
propone componenti alimentari crudi e variabili, comprese ossa crude idonee, che favoriscono la masticazione naturale;
sostiene un microbiota intestinale sano (anche grazie ai tessuti animali ricchi di nutrienti e probiotici naturali);
stimola la salute fisica, cognitiva ed emotiva dell’animale, portando a un equilibrio comportamentale più stabile.
Infatti, cani abituati a masticare ossa crude, come parte della loro routine alimentare, mostrano meno stress, più interesse cognitivo e un comportamento meno impulsivo o irrequieto.
Possiamo davvero separare il comportamento dall’alimentazione?
Impossibile.
Troppo spesso si cerca di “correggere” comportamenti problematici senza guardare il cane nella sua interezza.Ma non si può chiedere equilibrio a un cane che, internamente, vive uno squilibrio costante.
Una dieta sbagliata può:
abbassare la soglia di frustrazione;
rendere più difficoltoso l’autocontrollo;
generare ipereccitabilità o apatia;
alterare le reazioni sociali.
E lo vediamo ogni giorno: quando la dieta migliora, cambia anche il cane. Si calma, si apre, si sintonizza.
Educare davvero significa guardare il tutto
Se vogliamo lavorare alla radice, non possiamo limitarci a modificare il comportamento in superficie.
Punizioni, rinforzi, esercizi sono solo una parte del lavoro.Ma se non affrontiamo i bisogni reali, non lavoriamo sulle competenze emotive e sulla relazione, non ascoltiamo il corpo, non stiamo davvero educando: stiamo solo cercando un controllo.
L’alimentazione è un pezzo fondamentale del puzzle.
E quando viene presa sul serio, può trasformare radicalmente la relazione.
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